pont saint martin: …e il ponte del diavolo

Pont Saint Martin è il primo comune che si incontra approdando in Valle d’Aosta dal Piemonte e deve il suo nome al monumento più importante: il ponte in pietra a campata unica, realizzato dai Romani È un piccolo borgo di montagna, che a pochi passi dal centro permette di godere di una natura pura e incontaminata, tra betulle e castagni centenari, dov’è possibile godersi fantastiche escursioni. Non a caso, il paese sancisce l’inizio e la fine del Cammino Balteo, un percorso che esplora il ricco patrimonio storico e culturale della regione a quote medio-basse.

Al centro del paese, accanto alla piazza principale, sorge il Ponte Romano, alto 25 metri e con un’arcata larga 35 metri, e saldamente ancorato alla roccia su entrambi i lati. La leggenda narra che San Martino, vescovo di Tours, dovendo ritornare nella sua diocesi, si trovò bloccato dal torrente Lys a causa della piena. 


 Il diavolo gli propose allora di costruire il ponte in cambio dell’anima del primo che l’avrebbe attraversato. Il vescovo accettò, ma fece passare per primo un cane, in modo da non dover sacrificare nessuna anima.
Un altro importante monumento da visitare in questo borgo di appena quattromila anime è il suo castello, detto anche “castellaccio” o “castello vecchio”. O meglio, ciò che ne resta. Situato all’ingresso della valle del Lys sul versante destro, il castello venne edificato in una posizione tattica per garantire la comunicazione visiva con la torre di Pramotton e per inviare segnali luminosi tra le postazioni difensive lungo la valle. Dopo essere stato abbandonato secoli fa, il castello è ora in rovina ma continua ad essere meta di escursioni per gli amanti del trekking.  


Questo borgo è una meta indicata anche per gli amanti della cucina e delle tradizioni, perfetto da visitare nel periodo di Carnevale. Il lunedì grasso è caratterizzato dalla tradizionale fagiolata, cucinata in enormi paioli di rame sin dalle prime luci dell’alba. Questo antico rito è legato alla tradizione di offrire ai poveri un pasto caldo. Mentre il mercoledì delle ceneri gli abitanti distribuiscono razioni di polenta e mërluss, un piatto a base di merluzzo conservato sotto sale, cipolle, burro e polenta.

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