ROMETTA: Un borgo di grotte antiche 

Rometta è un libro di storia vivente, che con i suoi tratti architettonici disegna il susseguirsi di popoli che qui sono approdati per lasciare un segno. La sua privilegiata posizione, su di una collina scoscesa che affaccia sul golfo di Milazzo, regala al turista un panorama senza rivali: oltre al golfo, infatti, è possibile ammirare anche l’Arcipelago Eoliano, che insieme accarezzano le cime dei Monti Peloritani con la mole possente del Monte Scuderi, magari assaporando un dolcetto tipico siciliano, come il cannolo o la cassata.
Chi sceglie di visitare Rometta ha senz’altro tra le sue tappe obbligate la Chiesa di Gesù e Maria, anticamente chiamata Chiesa di Santa Maria dei Cerei, detta anche della Candelora o del San Salvatore. Si tratta di una chiesa bizantina, unico edificio sacro rimasto intatto da quel tempo fino a oggi. La struttura, sobria nelle forme ma solida nella sua architettura a pianta a croce greca, è sormontata da un cupolino emisferico. Durante un’epidemia scoppiata tra il 1400 e il 1600, le pareti interne affrescate furono coperte da uno strato di calce viva, tuttavia sono ancora visibili una madonna con il bambino e delle lettere in greco. 


Rometta è un libro di storia vivente, che con i suoi tratti architettonici disegna il susseguirsi di popoli che qui sono approdati per lasciare un segno. La sua privilegiata posizione, su di una collina scoscesa che affaccia sul golfo di Milazzo, regala al turista un panorama senza rivali: oltre al golfo, infatti, è possibile ammirare anche l’Arcipelago Eoliano, che insieme accarezzano le cime dei Monti Peloritani con la mole possente del Monte Scuderi, magari assaporando un dolcetto tipico siciliano, come il cannolo o la cassata.
Chi sceglie di visitare Rometta ha senz’altro tra le sue tappe obbligate la Chiesa di Gesù e Maria, anticamente chiamata Chiesa di Santa Maria dei Cerei, detta anche della Candelora o del San Salvatore. Si tratta di una chiesa bizantina, unico edificio sacro rimasto intatto da quel tempo fino a oggi. La struttura, sobria nelle forme ma solida nella sua architettura a pianta a croce greca, è sormontata da un cupolino emisferico. Durante un’epidemia scoppiata tra il 1400 e il 1600, le pareti interne affrescate furono coperte da uno strato di calce viva, tuttavia sono ancora visibili una madonna con il bambino e delle lettere in greco. 


Seduti a tavola in uno dei ristoranti tipici di Orosei si sentono tutti i profumi del territorio. I macarrones furriaos, Sa Entredda e il mitico porceddu arrosto sono i sapori che raccontano una cucina povera tenuta in vita dagli abitanti del posto.
Da provare assolutamente è il pane frattau, simile a una lasagna a base di pane Carasau, sugo di pomodoro e pecorino, impreziosito con un morbido uovo in camicia messo in cima al piatto.
Dulcis in fundo: non si può concludere un pranzo senza un pizzico di dolcezza, con le golosissime Seadas ricoperte di miele. 

Fuori dal centro storico di Orosei comincia una nuova avventura. Tra le spiagge luccicanti dalla sabbia finissima la voglia di immergersi è irrefrenabile e per chi ama gli sport subacquei il Golfo di Orosei sarà come un piccolo paradiso.


Rometta è un libro di storia vivente, che con i suoi tratti architettonici disegna il susseguirsi di popoli che qui sono approdati per lasciare un segno. La sua privilegiata posizione, su di una collina scoscesa che affaccia sul golfo di Milazzo, regala al turista un panorama senza rivali: oltre al golfo, infatti, è possibile ammirare anche l’Arcipelago Eoliano, che insieme accarezzano le cime dei Monti Peloritani con la mole possente del Monte Scuderi, magari assaporando un dolcetto tipico siciliano, come il cannolo o la cassata.
Chi sceglie di visitare Rometta ha senz’altro tra le sue tappe obbligate la Chiesa di Gesù e Maria, anticamente chiamata Chiesa di Santa Maria dei Cerei, detta anche della Candelora o del San Salvatore. Si tratta di una chiesa bizantina, unico edificio sacro rimasto intatto da quel tempo fino a oggi. La struttura, sobria nelle forme ma solida nella sua architettura a pianta a croce greca, è sormontata da un cupolino emisferico. Durante un’epidemia scoppiata tra il 1400 e il 1600, le pareti interne affrescate furono coperte da uno strato di calce viva, tuttavia sono ancora visibili una madonna con il bambino e delle lettere in greco. 

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